• Cinture nel Jujitsu : colori, gradi , info 
  • Regole di vita nel Dojo 
  • DIPLOMI LEGALMENTE VALIDI a NORMA DI LEGGE 

Il sistema di cinture nel Jujitsu

Gli esami nella nostra scuola si svolgono solo una volta all’anno a conclusione della stagione sportiva

 I corsi in palestra ogni anno, vengono sospesi per la chiusura estiva nel mese di luglio - agosto, poco prima, di solito nel mese di giugno, si effettuano gli esami. Punti di verifica, di presa coscienza delle proprie abilità e di cosa si ha acquisito durante l’anno.
Il colore della cintura indica il tempo di pratica: più è scuro, più anni hai alle spalle. 

Il sistema di cinture nel Jujitsu ha una gerarchia molto definita. Ogni livello richiede la padronanza di tecniche sempre più complesse, nonché un'adeguata esperienza e competenza. 

 

Inizialmente i colori utilizzati erano il bianco e il nero, nel corso del tempo il sistema si è evoluto in modo tale da far corrispondere ad ogni colore un diverso grado di abilità. 

In generale, la classificazione delle cinture del Jujitsu - kyu che si utilizza più comunemente comprende: 

  • bianca;
  • gialla;
  • arancione;
  • verde;
  • blu;
  • marrone;
  • nera.

le qualifiche nella nostra scuola di Jujitsu 

La gerarchia delle qualifiche  è diversa da quella di grado, essa non esprime solo l'esperienza maturata, ma anche il diritto - dovere di trasmetterla a chi è di grado inferiore :

Khoai (grado inferiore)
Studende di grado inferiore (tutti i dan e i kyu inferiori agli altri). Il 6° kyu è il primo grado e deve imparare da tutti gli altri.

Senpai (grado superiore)
Studente di grado superiore (tutti i dan e i kyu superiori agli altri). Chi è senpai, sa che a sua volta sarà sempre khoai di un grado superiore.

Fuku Shidoin (aspirante allenatore)   
Assistente - aspirante allenatore.

Shidoin (allenatore)   
Assistente autorizzato - Allenatore.

Shidoshi ho (aspirante istruttore)
Aspirante istruttore - Un allievo da 1° dan può diventare "un insegnante di aiuto" autorizzato (shidoshi-ho), sempre sotto la vigilanza e supervisione di un grado superiore.

Shidoshi (istruttore)
Insegnante autorizzato - Uno Shidoshi è autorizzato ad aprire il suo proprio dojo.

Sensei (maestro)
Insegnante tecnico - Ogni tecnico che fa le veci di insegnante è Sensei (先生) ( maestro ) nei confronti dei propri studenti e di chi in quel momento impara da lui.

Renshi (maestro senior)
Fa da insegnante anche ai sensei. Chi insegna a questo livello non lo fa ai mudansha, ma a yudansha e kodansha, cioè i maestri.

Shihan (maestro di maestri)

Khioshi (maestro expert)


Hanshi (maestro master)


I Gradi del Juitsu

Quando entri in palestra e inizi il percorso di studio del Jujitsu, sei una  “Cintura Bianca”. 
Solo al termine del primo anno di corso e dopo l’esame finale potrai ricevere la tua prima cintura colorata. Un colore pieno o un mezzo colore, tutto dipende da te. Se ne sarai meritevole salterai un colore, ne potrai ricevere mezzo o nessuno, ma sappi che tutto dipende da te. 

Oltre alle cinture, il Jujitsu utilizza anche un sistema di gradi per indicare il livello di competenza dell'individuo. 

Il sistema di gradi nel Jujitsu varia a seconda della scuola o del sistema utilizzato.


I Dan, infatti, sono i gradi della cintura nera, dunque i gradi superiori, mentre i Kyu corrispondono alle cinture colorate, le cui classificazioni possono variare a seconda delle federazioni.

Il grado più elevato che può essere ottenuto nella maggior parte delle scuole di Jujitsu  è il 10° dan, corrispondente al massimo livello di competenza con la cintura nera.

La differenza principale tra i gradi e le cinture nel Jujitsu è che i gradi sono assegnati in base alle capacità dell'individuo, mentre le cinture sono assegnate in base ai livelli di apprendimento.

Ad ogni modo, per passare da una cintura all’altra è necessario svolgere un vero e proprio esame , le cui richieste possono variare a seconda della scuola di riferimento. 

Nella nostra scuola gli esami si svolgono solo una volta l'anno in presenza con il Maestro Alfonso Torregrossa 

A conclusione dell'esame nella nostar scuola si riceve il Diploma Giapponese e la Cintura ! 

La cintura Nera nel Jujitsu 

Shodan , cintura nera , mostra che l’allievo padroneggia le basi tecniche 


  • 1° dan: grado dell'allievo che cerca la via (dopo almeno 7  anni  dalla cintura marrone );
  • 2° dan: grado dell'allievo all'inizio della via (dopo almeno 2 anni dal 1°dan);
  • 3° dan: grado degli allievi riconosciuti (dopo almeno 3 anni dal 2°dan);
  • 4° dan: grado degli esperti tecnici (dopo almeno 4 anni dal 3° dan).


Il primo grado Dan nel Jujitsu (Shodan) autorizza ad indossare la cintura nera ed è il primo grado dell’allievo sulla Via, età minima 18 anni . Shodan , cintura nera , mostra che l’allievo padroneggia le basi tecniche e che ha ampliato il suo potenziale interiore, in modo tale che nel grado successivo potrà arrivare a sperimentare lo spirito del Budo. Qui comincia la Via. 


Il livello yudansha giunge sino al quarto dan e corrisponde al livello della "libertà della forma" (ha), il livello del guerriero. Il praticante può divenire un esperto di quella stessa tecnica utilizzata ai livelli kyu ma compresa nel suo significato reale. 


Il 1° dan (shodan) nel  Jujitsu consente di indossare la cintura nera ed è il primo passo dell'allievo lungo la Via (do): in questo momento comincia il vero percorso . Lo studio si raffina e l'arte marziale viene valutata anche dal punto di vista psico-fisico: l'allievo è in grado di capire che dietro l'esercizio fisico c'è la ricerca di uno stato mentale più appagante, così i gradi si evidenzieranno solo quando il praticante avrà superato il livello della dipendenza dalla forma. 


Nel 2° dan (nidan) e nel 3° dan (sandan) si uniscono la comprensione dell'importanza dell'atteggiamento mentale e la maggiore efficacia delle tecniche. 


Il 4° dan (yondan) è il "livello dell'esperto". Il confine della tecnica puramente corporea viene raggiunto e chi lo acquisisce sa che per poter migliorare dovrà cercare e percorrere nuove vie. Egli interiorizza gli aspetti spirituali dell'arte vivendoli nella scuola e nel quotidiano. A questo livello si forma il legame tra la filosofia dell'arte marziale e tecnica. 

I Gradi di Maestria nel Jujitsu 


Kodansha - La maestria spirituale 



Gradi di maestria spirituale

  • 5° dan:  (dopo almeno 5 anni dal 4° dan) età minima 30 anni
  • 6° dan: (dopo almeno 6 anni dal 5° dan ) età minima 35 anni
  • 7° dan: (dopo almeno 7 anni dal 6° dan) età minima  45 anni

I gradi kodansha sono propri del vero maestro essi permettono di condurre un allievo al di là degli aspetti puramente formali della tecnica preparandolo alle conoscenze della Via (do).
 
Irokokoro - La maturità
Grado della maturità

  • 8°   dan: età minima 50 anni
  • 9°   dan: età minima 60 anni
  • 10° dan: età minima 70 anni


I gradi di maestria più elevati nel Jujutsu 

sono espressioni della maturità, legati ai titoli :

Renshi: “Maturità spirituale”, competenza e padronanza di uno stile, potrebbe essere paragonato ad un assistente di un professore universitario. Renshi è un titolo da maestro, riservato al 5° o al 6° Dan età minima 45 anni . 


 

Kyoshi: “Colui che pratica”, potrebbe essere paragonato ad un professore universitario. Kyoshi è un titolo da maestro, indica anche Maestro di Maestri, riservato al 7° o al 8° Dan età minima 40 anni . 


 

Shihan , è un titolo utilizzato per i Maestri di livello alto, a partire dal 7° dan , che richiede moltissimi anni di pratica per essere raggiunto, età minima 45 anni 


 

Hanshi “La trascendenza dell’essenza”, Il titolo più alto all’interno degli Shihan è Hanshi, che non è semplicemente l’inverso dei caratteri, mentre Shihan significa un modello di insegnante.
Hanshi significa una persona esemplare. Hanshi è un titolo da maestro, riservato al 8° - 9° - 10° Dan dietro un percorso serio e duraturo nel tempo rilasciato da un valido insegnante o dalla Ryu di appartenenza in caso contratio è pura carta straccia .
Età minima 50 anni

Il Maestro Alfonso Torregrossa è graduato in Jujutsu ,  Soden Shihan Hanshi - termine che si rifà alla tradizione feudale dei Samurai - titolo conferito in Giappone da Kancho Michio Takase - gennaio 2023 




 

Qualifiche Tecniche Nazionali CSEN 

ALLENATORE- ISTRUTTORE - MAESTRO 


ALLENATORE  REQUISITI RICHIESTI PER L’AMMISSIONE


A) Cintura Nera 1° dan
B) 18 anni compiuti; 
C) Cittadinanza di uno stato sovrano; 
D) Non aver riportato condanne penali superiori ad un anno ); 
E) Non aver subito sanzioni a seguito dell’utilizzo di sostanze che alterino le normali prestazioni fisiche.   Corso a carattere Regionale a cura della Commissione Regionale o dei Comitati Periferici del CSEN. 
Durata formazione almeno 40 ore.   

 

ISTRUTTORE REQUISITI RICHIESTI PER L’AMMISSIONE  


A) Qualifica di allenatore;
B) Cintura nera 3° Dan; 
C) 25 anni compiuti; 
D) 5 anni praticati come allenatore.   
E) corso a carattere Regionale a cura della Commissione Regionale o dei Comitati Periferici del C.S.E.N. 
Durata formazione 40 ore 

 

MAESTRO REQUISITI RICHIESTI PER L’AMMISSIONE



A) Qualifica di istruttore;
B) Cintura nera 4° Dan
C) 40 anni compiuti; 
D) 5 anni praticati come istruttore.   
Esame a carattere Nazionale in sede di stage Nazionale o dove la commissione Nazionale si riunisca. Richiesta tesina scritta o orale su metodologia di allenamento - 
Durata formazione 60 ore .

Esame in Giappone del Maestro Alfonso Torregrossa 8° dan Hanshi Daito Ryu Jujutsu 

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REGOLE DI VITA NEL DOJO

 

REGOLE DI VITA NEL DOJO

  • 1.Inizio Corso. All’inizio del corso e di ogni periodo in cui il corso è frazionato, genitori ed allievi devono presentarsi al Dojo per salutare e ringraziare il Maestro per il rinnovato impegno che si assume. E’ altresì il momento per confermare di aver provveduto a regolarizzare la propria posizione amministrativa.
  • 2. Abbigliamento. L’abbigliamento è composto dal “gi” e dalla cintura. Nient’altro. In casi particolari (i.e. stagione invernale) e previo consenso del Maestro, potrà essere indossata una maglietta a maniche corte rigorosamente tutta bianca. Non è ammesso alcun elemento decorativo (quali ad esempio collane, braccialetti, anelli, orecchini od altro ancora, per quanto piccoli essi siano). I capelli lunghi dovranno essere sempre raccolti con elastico o fascia in tessuto (devono essere evitati fermagli in plastica od altro materiale rigido). Qualora dal gi spuntassero dei tatuaggi bisognerà ottenere la preventiva approvazione del Maestro. Le donne, alle quali è concesso anche durante la stagione estiva indossare una maglietta bianca sotto il gi, dovranno eliminare ogni segno di trucco prima della lezione. Il gi dovrà essere sempre pulito e perfettamente stirato: l’unico distintivo ammesso è quello della scuola di appartenenza. Qualsiasi variazione (i.e. l’utilizzo di una cavigliera) dovrà essere preventivamente approvata dal Maestro. La cintura non deve mai essere lavata.
  • 3. Cura della persona. Bisogna arrivare a lezione in buone condizioni igieniche. In particolare i piedi dovranno essere perfettamente puliti, le unghie di mani e piedi sempre ben tagliate e curate. Qualora si arrivasse a lezione dopo una giornata di scuola o di lavoro nella quale si ha sudato, è buona educazione farsi una breve doccia prima della lezione od usare delle salviette disinfettanti per detergere il corpo. Se possibile evitare di arrivare a lezione con odori particolarmente forti (i.e. profumi o deodoranti dall’aroma molto marcato). In caso di malattia potenzialmente contagiosa, anche qualora lo studente si sentisse di prendere parte all’allenamento, è preferibile saltare l’allenamento dandone preventiva comunicazione al Maestro.
  • 4. Arrivo a lezione: aspetti generali. Cortesia, rispetto, disciplina ed applicazione dell’etichetta si applicano già dal momento in cui si entra nella struttura che ospita il Dojo. Negli spogliatoi si dovrà prestare molta attenzione a mantenere ordine e pulizia. A parte rare eccezioni, comunque specificatamente approvate dal Maestro e limitatamente al corso dei più piccoli, negli spogliatoi sono ammessi esclusivamente gli allievi: genitori, parenti ed amici non sono ammessi. Gli allievi più anziani hanno il compito di aiutare i più piccoli in caso di difficoltà. A lezione si arriva puntuali: arrivare in ritardo è una grave mancanza di rispetto verso il Maestro e gli altri allievi. Originariamente, in Giappone, il Maestro non iniziava la lezione se tutti gli allievi non erano presenti. In casi estremi bastava un solo minuto di ritardo di un solo allievo per convincere il Maestro ad annullare completamente la lezione. Ai giorni nostri si permette l’ingresso con ritardo degli allievi che dovranno successivamente scusarsi e giustificarsi con Maestro. Qualora qualcuno, per qualsiasi ragione, ritenga di dover saltare una o più lezioni, dovrà sempre comunicarlo anticipatamente al Maestro.
  • 5. Entrata nel Dojo. La regola originaria prevedeva che si arrivasse all’ingresso del Dojo con indosso il solo gi e cintura. Al massimo erano permesse delle ciabattine (che, comunque, devono essere tolte subito prima di entrare nel Dojo). Tutto il resto doveva essere lasciato negli spogliatoi. Oggi, non tutte le strutture permettono il rispetto rigoroso della regola ed è quindi ammesso portare con sé una borsa con i propri effetti personali. Si potrà entrare solo una volta che il Maestro, o allievo da Lui delegato, invita ad entrare: si dovrà lasciare entrare prima gli allievi più anziani. Entrando si dovranno togliere le ciabattine e posare la borsa, mettersi in musubi dachi, salutare il Maestro pronunciando “OSS”. Si potrà quindi entrare, posizionare borsa e ciabattine in modo ordinato negli appositi posti e prendere posto nella fila. In nessun caso è possibile portare nel Dojo cibo o bevande: è vietato arrivare masticando gomme o caramelle. Prima di entrare nel Dojo sincerarsi di avere spento o silenziato cellulari od altri dispositivi elettronici che possano diventare elemento di disturbo durante la lezione.
  • 6. Entrata nel Dojo in ritardo. Non si dovrebbe mai arrivare tardi a lezione. Qualora dovesse succedere, non è comunque permesso presentarsi all’ingresso del Dojo durante la fase del saluto. Dopo il saluto è possibile presentarsi all’ingresso, togliersi ciabattine e posare la borsa al proprio fianco, salutare (rei) pronunciando “OSS”, e mettersi in seiza. Solo dopo che il Maestro avrà concesso il permesso di prendere parte alla lezione ci si potrà inchinare dalla posizione di seiza pronunciando “OSS Sensei”. Rialzandosi ci si metterà in musubi dachi, si saluterà (rei) e si sistemerà velocemente borsa e ciabattine negli appositi spazi: successivamente di prenderà posto nella fila o nella sala avendo cura di rispettare grado ed anzianità e causando il minor fastidio possibile. Qualora l’allievo arrivi in ritardo e dopo il completamento della fase del taiso, prima di entrare dovrà procedere a fare del riscaldamento fuori dal Dojo.
  • 7. Maestro. Rivolgersi sempre nel modo corretto al Maestro, appellandolo Shihan o Sensei, a seconda del titolo conseguito. Questa regola deve essere seguita anche da tutti i genitori ed accompagnatori, dentro e fuori dal Dojo. Fuori dal Dojo non chiamare mai il Maestro per nome a meno che questi non ve ne abbia dato facoltà e, comunque, mai in presenza di altri allievi e/o persone che non abbiano pari facoltà.
  • 8. Domande. Originariamente non era permesso agli allievi porre domande durante la lezione. Questo per un duplice motivo. Il primo era che, nella cultura giapponese, si apprendeva per lopiù attraverso una comprensione ricavata dall’osservazione e la pratica durante l’allenamento. Il secondo motivo è che la domanda che si pone potrebbe risultare di utilità al singolo ma non necessariamente al resto della classe che in questo caso dovrà pazientare riducendo il tempo utile per l’allenamento pratico. La cultura occidentale è decisamente diversa sotto questo aspetto (più dialettica e procedurale nell’apprendimento): nei Dojo occidentali quindi è talvolta tollerata una maggiore interazione con il Maestro durante lo svolgimento della lezione. In ogni caso non si dovrà mai abusare di tale concessione. Qualora un allievo desiderasse porre una domanda (che deve essere rigorosamente appropriata alla circostanza), questi dovrà attendere il momento di relax per poter alzare la mano dalla posizione di musubi dachi per richiamare l’attenzione del Maestro. Nel caso in cui il Maestro concedesse all’allievo di parlare, questi dovrà esordire dicendo “Posso fare una domanda Sensei”: successivamente il Maestro deciderà se dare la parola all’allievo o meno. Una volta avuta la parola l’allievo potrà porre la domanda (che dovrà essere il più possibile breve e sintetica, ma al contempo comprensibile da tutti gli allievi in modo che tutti possano ricevere beneficio dalla risposta). Durante la risposta del Maestro, l’allievo dovrà mantenere la posizione di musubi dachi (a meno che il Maestro non decida diversamente). Una volta ricevuta la risposta, l’allevo dovrà salutare il Maestro (rei) pronunciando “OSS”. Qualora il Maestro ignorasse la richiesta di porre la domanda non insistere mai: si potrà porre la domanda successivamente, nel momento di pausa. Uguale procedura potrà essere seguita qualora l’allievo desiderasse segnalare un determinato episodio o situazione presente nel Dojo.
  • 9. Svolgimento della lezione. Contrariamente a quanto si pensa, la lezione richiede uno sforzo mentale spesso superiore a quello fisico. Durante la lezione bisogna restare sempre attenti e concentrati. Inoltre, allorquando il fisico mostrerà segni di stanchezza sarà proprio la forza mentale che permetterà all’allievo di proseguire con successo l’allenamento. Non è ammesso parlare a meno che non si abbia ricevuto il permesso.
  • Ogni volta che ci si prepara a lavorare a coppia bisogna salutarsi prima e dopo l’esecuzione dell’esercizio.
  • Qualora si utilizzino degli attrezzi (i.e. sacchi) od armi (i.e. bo) sarà sempre l’allievo di grado inferiore o più giovane a dover adoperarsi per riporre correttamente a posto l’attrezzatura. Qualora, per problemi di carattere fisico, l’allievo non potesse prendere parte ad un determinato esercizio, questi dovrà accordarsi preventivamente con il Maestro. In tutti i casi in cui un allievo non possa eseguire un esercizio (i.e. perché infortunato) od un kata (i.e perché ancora non lo si è studiato), prima di lasciare lo schieramento si dovrà salutare il Maestro (rei), sfilarsi dallo schieramento dando il minor fastidio possibile, trovare una parte del Dojo dove posizionarsi in seiza ed attendere di poter prendere parte ad un nuovo esercizio. Qualora il Maestro acconsenta ad assumere una posizione più rilassata, dalla posizione di seiza ci si dovrà inchinare dicendo “OSS Sensei” e sedersi con le gambe incrociate e le mani lungo i fianchi: non appoggiarsi mai alla parete e mantenere sempre la schiena dritta continuando a prestare la massima attenzione all’esercizio che gli altri allievi stanno eseguendo.
  • Qualora il Maestro corregga un allievo durante l’esecuzione di un esercizio, questi dovrà ascoltare con la massima attenzione: alla fine della correzione passare per la posizione di musubi dachi, salutare dicendo “OSS Sensei” (originariamente la formula era “Hai Sensei”) e solo successivamente tornare alla posizione ottimale per proseguire l’esercizio.
  • Al termine di qualsiasi esercizio l’allievo dovrà controllare la propria posizione ed eventualmente procedere rapidamente ad allinearsi ripristinando l’ordine preesistente all’inizio dell’esercizio. Al termine dell’esercizio l’allievo dovrà controllare altresì lo stato del gi e della cintura che devono essere sempre in ordine: approfittare dei brevi momenti di relax concessi dal Maestro tra un esercizio e l’altro per sistemarsi avendo avuto cura di farlo voltandosi di 180° rispetto alla classe.
  • Durante una lezione potrebbe capitare che il Maestro debba uscire e rientrare nel Dojo: indipendentemente da quello che si sta facendo, l’entrata ed uscita del Maestro deve essere salutata dall’allievo che dovrà mettersi nella posizione di musubi dachi e salutare (rei). In caso di uscita del Maestro, la classe sarà guidata dall’allievo più anziano o dall’allievo appositamente designato dal Maestro.
  • Normalmente nel Dojo possono restare solo gli allievi. E’ comunque possibile che il Maestro permetta a qualcuno di assistere ad una lezione. E’ compito degli allievi più anziani, o dell’allievo che abbia fatto richiesta al Maestro di acconsentire alla presenza di un proprio ospite, spiegare dettagliatamente a quest’ultimo quale comportamento assumere.
  • 10. Interruzioni. Il Maestro potrà prevedere dei momenti di pausa della lezione (in particolar modo per le lezioni che durano due ore o più). Si potrà approfittare di questi momenti per uscire momentaneamente dal Dojo per andare al bagno, rinfrescarsi o bere (non è permesso mangiare o bere nel Dojo, in nessun caso). Gli allievi, per tutta la durata dell’interruzione, dovranno comportarsi come se fossero a lezione (quindi tutte le attività dovranno essere svolte nel massimo silenzio e con brevità). Si dovrà sempre mantenere una posizione dignitosa, in particolar modo quando si è dentro il Dojo (non è quindi ammesso appoggiarsi al muro od avere una atteggiamento sciatto con il gi in disordine). L’interruzione, sia che avvenga tra una lezione e l’altra, sia che avvenga all’interno della stessa lezione, è il momento in cui gli studenti devono prendersi cura del Dojo: ad esempio si potranno sistemare alcuni elementi che siano rimasti in disordine dopo la pratica di alcune tecniche o si potrà pulire od asciugare il tatami (magari reso scivoloso dal sudore degli allievi durante l’allenamento). Questo tipo di attività dovranno essere svolte dai maggiorenni di grado più basso che dovranno dimostrare attenzione e iniziativa.
  • 11. Ammissione all’esame o alle gare. Non chiedere mai al Maestro se si è pronti per sostenere l’esame. Una richiesta del genere ottiene solo di dimostrare arroganza e maleducazione e di procrastinare quindi il momento in cui si sarà sottoposti ad esame (avendo dato, appunto, chiara evidenza di non aver compreso un aspetto fondamentale della formazione ). E’ bene ricordarsi che la persona più soddisfatta e felice quando si arriva al momento dell’esame è il Maestro stesso. Uguale principio vale per l’ammissione alle Gare od ad altri eventi.
  • 12. Il significato del saluto. Ogni sessione di allenamento inizia e termina con il saluto. E’ una procedura affascinante e complessa che verrà affrontata con un articolo a parte. In questa sede è opportuno ricordare il significato del saluto. Con il saluto si ringrazia e rende omaggio alla’arte che si pratica, a chi la ha fondata, a chi si è prodigato per tramadarla, al caposcuola, al Maestro, agli altri allievi ed in generale a tutti coloro che ci danno la possibilità di praticare l’arte (si pensi ad esempio ai genitori che fanno dei sacrifici sia economici che di tempo per permettere ai giovani allievi di allenarsi). E’ quindi un momento intenso che deve essere vissuto con la necessaria concentrazione e dedizione. La cultura giapponese assegna notevole importanza alla correttezza, pulizia ed eleganza dei vari gesti (si pensi, ad esempio, alla cerimonia del tè) 


 

La vera trasmissione tra Insegnante e allievo avviene unicamente da cuore a cuore 
(i shin den shin) ed è aldilà della dottrina e dell'erudizione. 


Non vi è segreto che il Maestro possa "trasmettere" al discepolo: 
è facile insegnare, è facile ascoltare; il difficile è prendere coscienza di ciò che esiste già in sé, trovarlo e prenderne realmente possesso” 



 

"Ogni Istruttore e Maestro deve avere dentro di sé una forte credibilità. Il termine giapponese che meglio esprime questo concetto è "信念 SHIN NEN” ovvero “credere con estrema decisione e praticare ciò in cui si crede senza alcun minimo dubbio”.

Solo grazie a questa forte convinzione di spirito, che ogni istruttore e maestro deve avere dentro di sé, i valori fondamentali tradizionali potranno conservarsi e rimanere intatti nel tempo.

Non si tratta di beni materiali, ma di un patrimonio ed una ricchezza di estrema importanza che potranno tramandarsi soltanto da persona a persona, da spirito a spirito e da maestro ad allievo, attraverso una pratica quotidiana che sia al tempo stesso “tecnica e spirituale”. 



DIPLOMI LEGALMENTE VALIDI 

 

Fai attenzione alle certificazioni che ti vengono rilasciate, 
un semplice attestato e/o diplomino di federazioni private non ha valore. 

 NOI FACCIAMO LA DIFFERENZA SOLO DIPLOMI VALIDI 

Diploma CSEN Riconoscimento Sportivo del CONI 

Alla fine dei vari percorsi di studio del Jujitsu, dopo il superamento dell’esame, si riceverà Certificazione ufficiale dal Giappone  iscrizione albo CSEN  , tesserino tecnico  CSEN , il Diploma Nazionale CSEN a Norma di legge italiana . 

 

DIPLOMI LEGALMENTE VALIDI 

Molte leggi regionali ormai sanciscono che nelle palestre e in tutte le strutture sportive aperte al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quote sociali d’adesione, i corsi finalizzati al miglioramento dell’efficienza fisica devono essere svolti con la presenza di un istruttore qualificato specifico per disciplina, precisando, che si intende istruttore qualificato per disciplina solo quelli in possesso di brevetti rilasciati dalla Regione, o dalle Federazioni Nazionali o Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. come lo CSEN  . 

I diplomi rilasciati da Istruttori Sportivi hanno validità in quanto emessi direttamente dal Centro di Formazione C.S.E.N. Centro Sportivo Educativo Nazionale, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal C.O.N.I. 
Il titolo oltre ad essere legalmente valido da la possibilità pagando annualmente il rinnovo del tesserino di usufruire delle apposite assicurazioni dedicate agli istruttori. 

Tutte le cinture nere e gli Istruttori e i Tecnici in possesso di un Diploma di Qualifica Csen possono richiedere il Tesserino Tecnico formato card, una sorta di CV portatile dell’insegnante tecnico che offre numerosi vantaggi:
 
• Iscrizione automatica all’Albo Nazionale dei Tecnici Csen;
• Comunicazione del proprio nominativo e della propria qualifica (in caso si tratti di Qualifica Sportiva) al Coni per l’inserimento sul Registro 2.0;
• Possibilità di stipulare una polizza di Responsabilità civile contro terzi come tecnico;
• Possibilità di partecipare a tutte le attività dell’Ente come tecnico (gare e manifestazioni nelle quali è necessario accompagnare gli atleti).

Albo Cinture Nere CSEN


Il Diploma CSEN è valido su tutto il territorio nazionale a norma di legge italiana , riconosciuto dal CONI, aderente allo SNaQ e dal CIP e con annesso il Tesserino Tecnico, ti permettono di iniziare da subito a lavorare come Tecnico presso le Associazioni e Società sportive in Tutta ITALIA .

 Il Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN) nasce a Torino nel 1976 per volontà di esponenti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) riconosciuto a livello nazionale dal CONI come Ente di promozione sportiva (EPS).

 Oggi CSEN è il più grande ente di promozione sportiva italiano, con oltre 2.000.000 tesserati tra soci dirigenti, tecnici, atleti ed amatori e con più di 18.000 associazioni e società sportive, di promozione sociale e del tempo libero. 

Fai attenzione a chi ti offre diplomi 
 NON validi a Norma di legge !

ATTENZIONE! I Corsi fatti da qualsiasi organizzazione diversa da una Federazione o da un Ente di promozione sportiva direttamente riconosciuto dal CONI,
rilasciano titoli NON validi per insegnare
Infatti le leggi regionali indicano che solo coloro che possiedono un titolo rilasciato da ente direttamente riconosciuto dal CONI possono insegnare nei centri sportivi